{"id":3795,"date":"2018-11-25T20:17:57","date_gmt":"2018-11-25T19:17:57","guid":{"rendered":"http:\/\/legirandolecooperativasociale.it\/?p=3795"},"modified":"2021-11-04T18:44:23","modified_gmt":"2021-11-04T17:44:23","slug":"bambini-con-difficolta-scolastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legirandolecooperativasociale.it\/?p=3795","title":{"rendered":"Bambini con difficolt\u00e0 scolastiche"},"content":{"rendered":"<p><em>Bambini con difficolt\u00e0 a scuola, che ruolo ha la famiglia?<\/em><br \/>\nLa scuola \u00e8 iniziata da poco, per molti bambini e per le loro famiglie gi\u00e0 si parla di difficolt\u00e0 scolastiche, si parla di BES. Ma cosa vuol dire BES? Vuol dire Bisogni Educativi Speciali e riguarda tutti quei bambini che hanno difficolt\u00e0 negli apprendimenti per i quali la scuola si deve organizzare per utilizzare una didattica utile a ciascun bambino che si pu\u00f2 definire BES.<br \/>\nLa normativa che regola in che modo la scuola deve intervenire \u00e8 recente, ma l\u2019attenzione ai bambini in difficolt\u00e0 \u00e8 storica. Non sempre il dialogo \u00e8 semplice, vuoi per scarsa conoscenza della normativa, vuoi per pregiudizi verso \u201c<em>l\u2019etichetta BES<\/em>\u201d, i genitori possono reagire nei seguenti modi:<\/p>\n<ul>\n<li>genitori disattenti e disinteressati a ci\u00f2 che accade a scuola, l\u2019importante \u00e8 che i figli rimangano pi\u00f9 tempo possibile fuori casa (purtroppo questi genitori esistono);<\/li>\n<li>genitori che pretendono dei vantaggi rispetto agli obiettivi e agli impegni richiesti al figlio perch\u00e9 \u201cpoverino\u201d il piccolo ha delle difficolt\u00e0 e non deve soffrire oltre;<\/li>\n<li>genitori interessati principalmente agli aspetti sociali, alla relazione con i compagni e poco a ci\u00f2 che pu\u00f2 apprendere il proprio figlio a scuola;<\/li>\n<li>genitori che pretendono di insegnare agli insegnanti e che arrivano con un piano redatto da loro, da attuare sotto la loro diretta supervisione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Non \u00e8 chiesto ad un genitore di essere l\u2019esperto della didattica, quello \u00e8 il compito degli insegnanti<\/em>. Non \u00e8 chiesto di essere l\u2019esperto del problema del figlio, quello \u00e8 il compito dello specialista. Allora qual\u2019\u00e8 il compito del genitore.\u00a0<em>Assicurarsi che l\u2019esperienza del figlio a scuola sia un\u2019esperienza di crescita<\/em>.<br \/>\nAvere Bisogni Educativi Speciali non significa obbligatoriamente avere una diagnosi medica e\/o psicologica, ma essere in una situazione di difficolt\u00e0 e ricorrere ad un intervento mirato, personalizzato. Fa riferimento ad un panorama di bisogni molto ampio, non si riferisce solo a cause specifiche e indica che\u00a0<em>il bisogno o i bisogni non sono stabili nel tempo, ma possono venire meno o essere superati<\/em>.<br \/>\nGli alunni che mostrano di avere Bisogni Educativi Speciali non sono solo quelli in possesso di una certificazione (il 2-3%), ma sono molti di pi\u00f9 (10-15%), ed in particolare tutti quelli che necessitano come i primi di attenzione e spesso di interventi mirati.<br \/>\nNelle scuole abitano sia alunni con Bisogni Educativi Speciali con diagnosi psicologica e\/o medica e alunni con Bisogni Educativi Speciali senza diagnosi. Proviamo ad approfondire questo tema per comprenderlo meglio e per avere tale situazione maggiormente sotto controllo.<br \/>\nNel primo caso le categorie diagnostiche fanno riferimento al DSM-IV e all\u2019ICD-10. Vi rientrano il ritardo mentale, i disturbi generalizzati dello sviluppo, il disturbo artistico, i disturbi dell\u2019apprendimento, i disturbi di sviluppo della lettura, i disturbi di sviluppo del calcolo, i disturbi di sviluppo dell\u2019espressione scritta, i disturbi di sviluppo dell\u2019articolazione della parola, i disturbi di sviluppo del linguaggio espressivo, i disturbi di sviluppo nella comprensione del linguaggio, i disturbi del comportamento, i disturbi da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0, i disturbi della condotta, il disturbo oppositivo-provocatorio e infine vi sono le patologie che riguardano la motricit\u00e0, quelle sensoriali, neurologiche o riferibili ad altri disturbi organici.<br \/>\nNel secondo caso, invece, rientrano tutti quegli alunni che non corrispondono perfettamente ai parametri appena citati, perch\u00e9 la loro situazione pare meno netta e pi\u00f9 sfumata. Questa tipologia di alunni \u00e8 per\u00f2 presente e abita la scuola anche in modo piuttosto considerevole.<br \/>\nUn bambino che ha difficolt\u00e0 negli apprendimenti \u00e8 a rischio di vivere la scuola come un luogo di costrizione, di dolore causato dal fallimento e dalla frustrazione di non riuscire come gli altri.\u00a0<em>La scuola \u00e8 l\u2019occasione che ha per crescere ed \u00e8 importante che sia sempre sostenuta la voglia di imparare, soprattutto quando si progetta un percorso individualizzato<\/em>.<br \/>\nLa prova del successo di un\u2019esperienza scolastica \u00e8 quando il bambino esce di casa felice di andare a scuola, per incontrare i compagni, le insegnanti e imparare e crescere, nonostante le sue difficolt\u00e0. Il principio che sottende la normativa riguardante gli alunni con bisogni educativi speciali \u00e8 che si pu\u00f2 apprendere sempre, si pu\u00f2 crescere nonostante le difficolt\u00e0.<br \/>\nCredo che sia importante ridefinire ruoli e competenze,\u00a0<em>altrimenti tra scuola e famiglia si rischia lo scontro e chi ne far\u00e0 le spese sar\u00e0 sicuramente l\u2019alunno. E se pensiamo che da soli non ci riusciamo facciamoci aiutare, i nostri figli lo meritano!<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Dott.ssa Maria A. Romano<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bambini con difficolt\u00e0 a scuola, che ruolo ha la famiglia? 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